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AdA e Adone, il primato italiano nella ricerca alle alte energie (Dal 1961 al 1971)

AdA e Adone, il primato italiano nella ricerca alle alte energie
Il 20 gennaio 1961, John Fitzgerald Kennedy presta giuramento come trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti. Nel frattempo, nei laboratori dell’elettrosincrotrone di Frascati, un gruppo di giovanissimi ricercatori, Carlo Bernardini, Luciano Cesarini, Gianfranco Corazza e Giorgio Ghigo, guidati da Bruno Touschek, geniale ed esuberante fisico austriaco in forza all’INFN dal 1952, stanno per portare a termine la costruzione del precursore di tutti i collisori di particelle.
Carlo Bernardini racconta Touschek (2003)
crediti INFN
Il progetto, proposto dallo stesso Touschek pochi anni prima, si basa su un’idea tanto semplice quanto innovativa: accelerare e far scontrare, all’interno di uno stesso anello, gli elettroni e loro antiparticelle, i positroni. Dopo aver superato diversi ostacoli tecnici derivanti dalle difficoltà connesse all’iniezione delle particelle all’interno dell’apparato, sarà realizzato il primo Accumulatore di Particelle, affettuosamente battezzato AdA, nome della zia del fisico austriaco, un prototipo composto da un magnete di un metro e mezzo di diametro in grado raggiungere l’energia di 200 MeV.

Nel 1962, anno in cui si raggiunge l’apice della guerra fredda con l’inasprirsi delle tensioni tra blocco orientale e blocco occidentale a causa di quella che passerà alla storia come la ‘Crisi dei missili di Cuba’, viene costituito a Bologna il Centro nazionale per l’Analisi dei Fotogrammi (CNAF) dell’INFN.
Compito del centro sarà quello di far fronte, attraverso l’utilizzo dei calcolatori elettronici, alle esigenze di misura e analisi dell’accresciuto numero di fotogrammi prodotti dalle innovative tecniche di rivelazione delle particelle sviluppate dalla fisica.
Visita del Presidente della Repubblica Gronchi a destra nella foto il professor Salvini
Comunicato istallazione Sistema IBM 360 presso il CNAF (1967)
Visita del Presidente della Repubblica Gronchi a destra nella foto il professor Salvini
Il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi (a sinistra) insieme a Giorgio Salvini
All’inizio del 1966, Giorgio Salvini prende il posto di Edoardo Amaldi alla presidenza dell’INFN. Nel settembre dello stesso anno va in onda la prima puntata di Star Trek, mentre a inizio novembre un’ondata di maltempo che investe il paese per diversi giorni causa lo straripamento del fiume Arno e il drammatico inondamento del centro storico di Firenze.
L’8 settembre 1967, grazie a un decreto firmato dall’allora ministro dell’Industria Giulio Andreotti, l’INFN acquista finalmente la propria autonomia istituzionale rispetto al CNR e al Comitato Nazionale per le Ricerche Nucleari (CNRN), poi diventato Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare (CNEN), da cui erano dipesi fin dalla sua nascita lo stanziamento dei finanziamenti e la programmazione delle attività dell’Istituto.
Artefice del risultato è Giorgio Salvini, primo presidente a ottenere un significativo successo nel lungo e travagliato iter amministrativo che porterà alla definizione della personalità giuridica dell’INFN.

Intervento di Giorgio Salvini in occasione del cinquantennale dell'INFN (2001)

di Gruppo Multimediale INFN

Nel 1968, anno di inizio della protesta sociale nelle piazze e dell’uscita nelle sale del capolavoro di fantascienza ‘2001 Odissea nello spazio’, che consacra il genio cinematografico di Stanley Kubrik, il Centro di Ricerche Nucleari della Regione Veneta passa ufficialmente sotto la guida e il coordinamento dell’INFN, assumendo il nome di Laboratori Nazionali di Legnaro e diventando la seconda infrastruttura di richerca dell’Istituto..
Laboratori Nazionali di Legnaro
crediti INFN
Inaugurati nel novembre 1961, i laboratori saranno la sede della ricerche rivolte allo studio dei nuclei atomici alle basse energie e delle proprietà della materia. Attività inizialmente condotte grazie all’utilizzo dell’acceleratore lineare Van der Graaf CN acquistato dall’Università di Padova su iniziativa di Antonio Rostagni, direttore della sezione di Padova dell’INFN.
Poco meno di due mesi prima del rientro degli eroi della missione Apollo 11, Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins, con cui la NASA raggiungerà l’obiettivo fissato da John Fitzgerald Kennedy di far sbarcare un astronauta statunitense sulla Luna prima della fine degli anni ‘60, nel maggio-giugno 1969, a Frascati, i ricercatori dell’INFN iniziano le prime misure di luminosità del nuovo collisore di particelle Adone.

Approvato alla fine del 1961, il progetto per la costruzione di un ‘fratello maggiore’ di AdA – che subirà vari ritardi a causa delle agitazioni sindacali interne all’INFN – sarà guidato dal fisico Ferdinando Amman e vedrà l’importante contributo di Raul Gatto e di un giovanissimo Nicola Cabibbo, che diventerà in seguito uno dei protagonisti della fisica internazionale e italiana. La costruzione della macchina, costituita da un anello lungo 105 metri in cui saranno accelerati e fatti scontrare per quasi un quarto di secolo fasci di elettroni e positroni a energie di 1,5 GeV, verrà portata a termine nel 1967 e verrà messa a disposizione degli esperimenti selezionati da una commissione presieduta da Bruno Touschek solo alla fine del 1969.

Mario Calvetti racconta Adone
crediti INFN
Le esperienze condotte su Adone forniranno la prova dell’esistenza di una inaspettata produzione multiadronica nelle collisioni dei costituenti elementari della materia: comportamento che aprirà la strada allo studio delle particelle mediatrici della forza nucleare forte, i gluoni. Nel 1974, superando l’energia massima di funzionamento della macchina – 3 GeV -, sarà inoltre possibile confermare la scoperta della particella J da parte dei gruppi statunitensi dello Stanford Linear Accelerator Center (SLAC) e di Brookhaven, e quindi l’esistenza del quarto quark (charm) ipotizzata nel 1970 da Glashow, Iliopoulus e Luciano Maiani, altra figura che contribuirà in modo determinante a segnare le successive sorti dell’INFN e della fisica.
Claudio Villi
Claudio Villi
Nel 1970 Claudio Villi diventa il quarto presidente nell’INFN. Nell’aprile di quell’ anno, anche gli italiani rimarranno con il fiato sospeso nel seguire i drammatici aggiornamenti provenienti da Cape Canaveral a seguito dell’esplosione del serbatoio di ossigeno del Modulo di Servizio dell’Apollo 13 dopo sole 56 ore dal lancio che avrebbe dovuto portarlo sulla Luna, che si concluderà con l’incredibile salvataggio dei tre componenti dell’equipaggio, James Lovell, John Swigert e Fred Haise.

a cura di Ufficio Comunicazione INFN
testi a cura di Matteo Massicci
Comunicazione visiva F. Cuicchio UffCom INFN, produzione Multimedia Service
ITC Services, Servizi Nazionali INFN

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